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Dolore al ginocchio: quando la causa non è il ginocchio

  • Immagine del redattore: Ortopedia Santa Rita
    Ortopedia Santa Rita
  • 15 dic 2025
  • Tempo di lettura: 4 min

Aggiornamento: 7 gen

Dolore Al Ginocchio: Quando La Causa Non È Il Ginocchio


..della Postura e delle patologie del dolore..


Rotazione del bacino, adattamenti posturali e lavoro non ottimale del ginocchio: una relazione spesso sottovalutata


Dolore al ginocchio: quando la causa non è il ginocchio
..quando il ginocchio fa male, ma le "immagini" non spiegano tutto..

Quando il ginocchio fa male, ma le immagini non spiegano tutto

Nel dolore al ginocchio, soprattutto in assenza di traumi acuti, l’imaging non sempre riesce a spiegare l’intensità o la persistenza dei sintomi. In questi casi, la valutazione biomeccanica globale dell’arto inferiore diventa un passaggio chiave.

È una situazione frequente nella pratica clinica: dolore al ginocchio persistente, talvolta invalidante, a fronte di esami radiografici che mostrano alterazioni minime o non proporzionate alla sintomatologia riferita.

In questi casi, il rischio è duplice: concentrarsi esclusivamente sull’articolazione dolente oppure, al contrario, liquidare il problema come “aspecifico”. Entrambe le strade possono far perdere di vista un elemento fondamentale: il ginocchio non lavora mai da solo.

Il suo funzionamento è il risultato di una complessa interazione con anca, bacino, colonna e piede, all’interno di quella che in biomeccanica viene definita catena cinetica.



Perché la radiografia non basta nella valutazione del dolore al ginocchio

La radiografia resta uno strumento diagnostico imprescindibile per valutare strutture ossee e segni degenerativi. Tuttavia, presenta un limite intrinseco: fornisce una rappresentazione statica e bidimensionale di un sistema progettato per muoversi nello spazio.

La cosiddetta “rotazione del bacino” clinicamente rilevante:

  • raramente è una deformità strutturale fissa;

  • più spesso è un adattamento funzionale;

  • emerge durante il carico, la deambulazione, il gesto motorio.

In altre parole, ciò che conta non è solo come appare il bacino su un’immagine, ma come si comporta mentre il paziente cammina, sale le scale, si alza da una sedia, et c.



Bacino, anca e ginocchio: una relazione biomeccanica nella catena cinetica

Il bacino rappresenta il punto di raccordo tra tronco e arti inferiori. Una sua rotazione o un suo tilt funzionale possono modificare:

  • l’orientamento dell’acetabolo;

  • la cinematica dell’anca;

  • l’asse di carico che si trasmette al ginocchio.

Numerosi studi biomeccanici hanno mostrato come alterazioni del controllo pelvico e dell’anca possano essere associate a:

  • aumento della rotazione interna del femore;

  • incremento del valgismo dinamico del ginocchio;

  • maggiore stress sui compartimenti femoro-rotulei o tibio-femorali.

In questo contesto, il ginocchio può diventare il punto di “sfogo” di una meccanica inefficiente, pur non essendo la sede primaria del problema.


Il ginocchio paga👈 la causa può essere più in alto

Dal punto di vista clinico, questo si traduce in quadri ben noti:

  • dolore femoro-rotuleo senza lesioni strutturali evidenti;

  • sovraccarico selettivo di un compartimento articolare;

  • sintomi che peggiorano durante attività dinamiche più che a riposo.

In questi casi, trattare esclusivamente il ginocchio (con terapie locali o interventi mirati) può risultare parzialmente efficace o addirittura inefficace nel medio-lungo periodo, se non si interviene anche sulla causa biomeccanica a monte.




E se fosse il contrario? Quando è il ginocchio a “modificare” il bacino

La relazione, però, non è a senso unico.

Un ginocchio dolorante, soprattutto se il dolore è cronico, induce spesso il paziente ad adottare strategie di compenso:

  • riduzione del carico sull’arto dolente;

  • asimmetria del passo;

  • alterazioni del ritmo e dell’ampiezza della falcata.

Nel tempo, questi adattamenti possono stabilizzarsi e tradursi in modifiche funzionali dell’assetto pelvico, che non rappresentano una causa primaria, ma una conseguenza del dolore.

Questo aspetto è cruciale perché sottolinea come non esista un unico colpevole: bacino e ginocchio possono influenzarsi reciprocamente, in un equilibrio dinamico che evolve nel tempo.



Cosa cambia nella valutazione clinica

Riconoscere questa relazione implica un cambio di prospettiva.

La valutazione del paziente con dolore al ginocchio dovrebbe includere:

  • osservazione della postura in carico;

  • analisi del cammino;

  • valutazione della mobilità e del controllo dell’anca e del bacino;

  • integrazione critica dei dati di imaging con l’esame clinico.

Non si tratta di “cercare rotazioni ovunque”, ma di inquadrare il ginocchio all’interno del sistema che lo governa.




Quando approfondire (quando no)

È utile approfondire la relazione bacino–ginocchio quando:

  • il dolore al ginocchio persiste nonostante esami radiografici poco significativi;

  • i sintomi peggiorano durante attività dinamiche (cammino, scale, corsa);

  • sono presenti asimmetrie evidenti nel passo o nel carico;

  • il dolore è recidivante o tende a cronicizzarsi.



Potrebbe non essere prioritario quando:

  • il dolore è chiaramente legato a un trauma acuto recente;

  • l’imaging mostra una lesione strutturale coerente con il quadro clinico;

  • i sintomi rispondono rapidamente a un trattamento mirato locale.




In sintesi

Il dolore al ginocchio non è sempre un problema del ginocchio.

In molti casi rappresenta l’espressione di una meccanica globale non ottimale, in cui il bacino può avere un ruolo rilevante, sia come possibile origine funzionale, sia come adattamento secondario al dolore.

Considerare questa relazione consente una valutazione più accurata, scelte terapeutiche più mirate e un approccio che mette al centro il movimento reale del paziente, non solo l’immagine radiologica.





Bibliografia

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  4. Sahrmann SA. Diagnosis and Treatment of Movement Impairment Syndromes.

  5. Neumann DA. Kinesiology of the Musculoskeletal System.




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