Stress da corsa in spiaggia: il lavoro imposto alle articolazioni inferiori ⚠️e notiamo le scarpe..
- 3 feb
- Tempo di lettura: 4 min
L’idea diffusa che la corsa in spiaggia sia “meno stressante” per le articolazioni necessita di una lettura più accurata e supportata dai dati.
La corsa su sabbia rappresenta una condizione locomotoria caratterizzata da una superficie deformabile, instabile e ad elevata dissipazione di energia meccanica.
Dal punto di vista biomeccanico, tale superficie modifica in modo significativo le forze di reazione al suolo (Ground Reaction Forces – GRF), i tempi di contatto, la cinematica articolare e le strategie neuromuscolari lungo l’intera catena cinetica inferiore.
L’idea diffusa che la corsa in spiaggia sia “meno stressante” per le articolazioni necessita di una lettura più accurata e supportata dai dati.
Caratteristiche meccaniche della sabbia
La sabbia è una superficie:
deformabile: cede sotto il carico corporeo
non lineare: la risposta meccanica varia a ogni passo
energeticamente dissipativa: parte dell’energia elastica viene persa
Studi biomeccanici mostrano che:
le forze di reazione al suolo verticali sono ridotte del 15–40% rispetto alla corsa su superfici rigide
il tempo di contatto piede–suolo aumenta in modo significativo
il costo energetico della corsa su sabbia è circa 1,6 volte superiore rispetto alla corsa su terreno compatto a parità di velocità
(Lejeune et al., 1998)
Meno picco di impatto ≠ minore stress articolare complessivo.
Piede e caviglia: aumento del lavoro stabilizzante
Il piede rappresenta l’interfaccia primaria con il terreno e subisce le maggiori richieste adattative.
Durante la corsa su sabbia si osserva:
maggiore escursione dell’arco plantare
aumento dell’attività dei muscoli intrinseci del piede
incremento del lavoro eccentrico dei muscoli stabilizzatori della caviglia
Analisi elettromiografiche (EMG) evidenziano:
incremento significativo dell’attività di tibiale anteriore e gastrocnemio
maggiore coinvolgimento dei peronei per il controllo mediolaterale
(Arellano & Kubo, 2006)
In soggetti con instabilità funzionale di caviglia o deficit propriocettivi, questo aumento del lavoro può tradursi in sovraccarico cumulativo, nonostante la riduzione dell’impatto diretto.
Ginocchio: carico redistribuito, non annullato
La riduzione delle GRF verticali non comporta automaticamente una riduzione dello stress articolare a livello del ginocchio.
La corsa su sabbia determina:
aumento del tempo di applicazione delle forze
maggiore richiesta di controllo eccentrico del quadricipite
modifiche nella cinematica sagittale e frontale del ginocchio
In presenza di:
ridotto controllo della caviglia
debolezza dei muscoli abduttori dell’anca
alterazioni dell’allineamento
il ginocchio può essere esposto a traiettorie di carico non ottimali, con potenziale incremento dello stress femoro-rotuleo e tendineo.
Anca e bacino: ruolo chiave nella stabilità globale
L’anca assume un ruolo centrale nel controllo del gesto:
aumento dell’attività di gluteo medio e grande gluteo
maggiore richiesta di stabilizzazione del bacino
adattamenti continui per mantenere la direzione del movimento
La superficie instabile amplifica le richieste di controllo prossimale, rendendo evidente qualsiasi deficit di stabilità del bacino.
Asse posturale: la sabbia come “amplificatore”
Dal punto di vista posturale, la corsa su sabbia richiede:
elevato controllo neuromuscolare
integrazione propriocettiva continua
coordinazione efficace tra distretti
Un asse corporeo ben centrato consente una distribuzione funzionale dei carichi.
Al contrario, assetti posturali non equilibrati tendono a manifestare compensi amplificati.
La sabbia non corregge la postura:
rende più evidenti le strategie (noi le chiamiamo memorie) motorie già presenti.
da riconoscere🌸
Benefici associati: vitamina D e aspetti neuromotivi
L’esposizione solare favorisce la sintesi di vitamina D, coinvolta in:
metabolismo osseo
funzione muscolare
controllo neuromotorio
Studi clinici correlano livelli adeguati di vitamina D a:
miglior equilibrio posturale
riduzione del rischio di cadute
miglior funzione muscolare
(Holick, 2007; Bischoff-Ferrari et al., 2004)
Questi benefici, tuttavia, non compensano automaticamente eventuali sovraccarichi biomeccanici.
Calzature⚠️ gestione dell’interfaccia piede–suolo
In un contesto di superficie deformabile:
ammortizzazioni eccessive possono mascherare instabilità
soluzioni minimaliste richiedono un piede già preparato
materiali deformabili devono accompagnare, non annullare, l’adattamento
L’obiettivo è consentire un adeguato feedback propriocettivo mantenendo controllo e sicurezza.
Conclusione 🌸 Il ruolo della valutazione posturale preventiva
Alla luce delle evidenze biomeccaniche, la corsa su sabbia non può essere considerata un gesto sportivo universalmente indicato.
La risposta articolare dipende da:
assetto posturale individuale
controllo neuromuscolare
qualità degli allineamenti lungo la catena cinetica
Una valutazione posturale preventiva, condotta da un professionista qualificato, consente di analizzare questi fattori e di valutare insieme la reale validità della scelta o l’opportunità di inserire questo gesto sportivo in modo mirato, progressivo e sicuro.
📚Bibliografia
Lejeune T.M. et al., Journal of Experimental Biology, 1998
Pohl M.B. et al., Journal of Applied Biomechanics, 2008
Arellano C.J., Kubo M., Sports Biomechanics, 2006
Holick M.F., New England Journal of Medicine, 2007
Bischoff-Ferrari H.A. et al., JAMA, 2004
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